La Storia

All’inizio del secolo scorso un gruppo di cacciatori residente nella zona di Castelletto decise, dopo numerose assemblee e riunioni, di fondare e costituire il Club Cacciatori Castellaccio per condividere la passione comune per la caccia. Oggi degli oltre duecento soci solo due praticano ancora la caccia ed ecco che ormai del Club Cacciatori Castellaccio rimane solo la definizione di “Club”, come lo definiscono coloro che lo frequentano e lo hanno frequentato negli anni passati e come lo definiremo noi nel nostro racconto.

L’atto istitutivo del Club è datato 9 giugno 1921, quasi un secolo fa. Come ogni nuova associazione, anche questa nasceva priva di una sede vera e propria, i soci, facendo conto sullo spirito di aggregazione e di volontariato, che da allora come vedremo ha pervaso il Club, prima acquistarono e poi montarono una casetta prefabbricata in legno che venne piazzata in quel tratto di giardino pubblico compreso tra Mura delle Chiappe e Passo a Porta delle Chiappe dove ora fanno bella mostra di se degli splendidi cipressi.

Nel 1928 il Club stipulò un accordo con la Croce Verde Genovese per la costruzione di una nuova e più funzionale sede che, come prevedeva il progetta era destinata ad accogliere al piano terra i locali per la Croce Verde Genovese ed al piano primo il Club. I lavori di costruzione furono eseguiti sempre come opera di volontariato dai soci del Club che prima scavarono le fondamenta, e poi costruirono l’edificio vero e proprio. Dopo tre anni, nel 1931 venne ufficialmente inaugurata la nuova sede. Al Club, in quegli anni, erano iscritti più di 700 persone, come risulta dai vecchi libri mastri ritrovati negli archivi, che praticavano quasi tutti la caccia alla selvaggina. Il terreno aperto alla caccia, in quegli anni, partiva da Via Domenico Chiodo e si estendeva a ridosso delle mura storiche, sia dentro l’attuale Parco delle Mura, che sulle strade bianche che portano ai forti ed alla Osteria delle Baracche. Cartolina sito

Nel periodo della Seconda Guerra Mondiale il nostro Club fu chiuso e la sede fu occupata prima dalle milizie fasciste e poi dall’esercito Tedesco che l’utilizzò come ricovero truppe. La sede, al termine del conflitto, era praticamente devastata: i mobili e gli infissi, sia interni che esterni, erano stati bruciati per scaldarsi durante l’inverno e i muri avevano retto solo perché la zona non era fortunatamente diventata campo di battaglia con le truppe partigiane.

Nel primo dopoguerra i soci si rimboccarono le maniche e, come sempre, con un’intensa opera di volontariato, rimisero in ordine l’edificio ricostruendo tutto quanto era stato distrutto o rubato.

Negli anni a seguire e sino agli inizi degli anni settanta il Club si rese partecipe di numerose iniziative sociali e vennero organizzate gare di caccia con cani da ferma e gare di tiro al piattello. La società Sportiva Righi che praticava calcio a livello dilettantistico e giovanile venne a lungo ospitata come associazione autonoma, e in quegli anni il Club comincio a diventare un caposaldo nell’attività sociale del quartiere.

Proprio per questa nuova posizione, conquistata giorno dopo giorno, nel 1981 il CLub decise dopo aver acquisito in locazione una porzione di terreno del Comune di Genova, di dare inizio ad un ambizioso progetto: realizzare un campo da tennis in un luogo dove esisteva solo un vecchio campetto di calcio. L’opera, di non facile realizzazione, necessitò, oltre che della mano d’opera di diversi soci, anche di un forte impegno economico che venne garantito dal contributo di quaranta soci. I lavori procedettero rapidamente, il campo venne completato dopo appena un anno ed il 1° agosto 1982 si inaugurò il campo del Righi che, dopo oltre un trentennio è ancora in piena attività.

 

Dall’anno successivo all’inaugurazione del campo da tennis il Club cominciò a promuovere corsi di tennis per ragazzi e ragazze, corsi che vengono tuttora tenuti dal Tecnico Nazionale FIT Antonella Bini.

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Il Club si lancia, nel 1998, in una nuova e intraprendente iniziativa: il recupero funzionale dell’Osservatorio Astronomico del Righi. Partecipando ad un bando di gara pubblico il Club riesce a prendere in locazione, sempre dal Comune di Genova, quel che rimane del manufatto ubicato in fregio alla sede. L’edificio, un piccolo osservatorio a pianta circolare, era in uno stato di completo abbandono con le strutture in avanzato stato di degrado: l’acqua piovana entrava facilmente all’interno, anche perché la cupola era praticamente assente, e la scala interna era quasi crollata così come gli intonaci esterni ed interni. Anche qui grazie al volontariato dei soci, la ristrutturazione viene terminata rapidamente ed il 7 gennaio del 2001, in occasione dell’eclisse lunare l’Osservatorio del Righi torna a nuova vita con un apertura al pubblico e, naturalmente all’interno del Club nasce un nuovo gruppo di astrofili.

L’Osservatorio Astronomico del Righi viene immediatamente inserito nelle attrazioni del Festival della Scienza, e nel biennio 2003-2004 grazie ad un idea di Walter Riva, Marina Costa e Carlo Guglielmetti ( con il contributo del Festival della Scienza e del Municipio I Centro Est) nei giardini in fregio al Club “viene alla luce” il Giardino del Sole: una rappresentazione tridimensionale del sistema solare realizzata a scopo didattico.

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L’evoluzione continua e nel 2005 con il contributo di molti soci e della Banca Carige viene realizzata una nuova veranda con i nuovi servizi igienici ed una rampa per permettere l’accesso ai diversamente a vili e nel 2011 viene realizzata l’area edificabile, nella zona prossima all’Osservatorio, dove viene inserito un planetario che viene utilizzato in concorso con l’Osservatorio stesso.

Ma il nostro Club non è stato negli anni solo tennis e Osservatorio, ma è anche gioco del biliardo: all’interno della sua sede sono presenti tre tavoli da biliardo. E proprio per l’elevato numero di appassionati della pratica del gioco delle boccette che nel 1983 i soci fondano tre squadre e con queste partecipano ai diversi campionati di biliardo.

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